Allenamento per prevenire il “Parkinson”
Allenarsi per prevenire il “Parkinson”, per contrastare il pre-Parkinson e per rallentare il Parkinson: il movimento è “medicina”.
Il pre-Parkinson, la fase prodromica che precede la malattia, si manifesta con segni minimi ma subdoli come rigidità, lentezza nei movimenti e squilibri posturali. La buona notizia è che un allenamento mirato può contrastare questi effetti, migliorando la qualità della vita e rallentando la progressione dei sintomi. Ecco come muoversi nel modo giusto.
1. La rigidità muscolare è uno dei primi campanelli d’allarme.
Andrebbero dedicati 10-15 minuti al giorno a stretching dinamico, come rotazioni delle spalle, del collo, del busto e delle gambe, per mantenere la colonna vertebrale e le articolazioni flessibili. Nei commenti ti lascio il link a una routine di mobilità articolare completa della durata di soli 5 minuti.
2. Muscoli forti sostengono le articolazioni e migliorano l’equilibrio. Nella routine di allenamento non dovrebbero mancare squat assistiti, affondi e potenziamento delle braccia con manubri o elastici. La scelta degli esercizi ricadrà sulle principali problematiche del cliente e sulla reale necessità di migliorare la forza in specifici distretti, tali da mantenere o migliorare la qualità della vita.
3. La paura di cadere è comune nel pre-Parkinson.
Esercizi come stare in equilibrio su una gamba, anche con supporto, o camminate propriocettive tallone-punta rafforzano la stabilità. Molto importante è anche lavorare sulla coordinazione occhio-mano con esercizi specifici.
4. La bradicinesia, cioè la lentezza nei movimenti, può essere contrastata con movimenti ampi ed esagerati: circonduzioni ampie delle braccia, sollevare molto le ginocchia durante la marcia, ecc.
5. Il Parkinson colpisce anche le funzioni cognitive.
Vanno combinati movimento e stimolazione mentale: camminare contando all’indietro, fare squat mentre si nominano oggetti di un colore specifico o battere un ritmo con le mani mentre si cammina. Questi esercizi potenziano la neuroplasticità, la capacità del cervello di adattarsi e vanno calibrati sulle effettive possibilità del cliente.
6. Lo stress peggiora i sintomi.
Una sessione di 5 minuti di respirazione diaframmatica, con una mano sul ventre per sentirne il movimento, o con un rilassamento muscolare progressivo, contraendo e decontraendo i muscoli dai piedi alla testa, è un’ottima risorsa per ottenere rilassamento e controllo dei muscoli respiratori. Non soltanto, si può lavorare ancora più a fondo sugli aspetti nervosi con tecniche specifiche di biofeedback binaurale che ho sviluppato io stesso e che adottano con grandi risultati tutti i miei clienti.
Bastano due sedute di un’ora alla settimana in cui, secondo le necessità del cliente, si alternano queste tipologia di attività per contrastare gli effetti o ritardare il “Parkinson” e migliorare la qualità reale della vita.
Il pre-Parkinson non è una condanna: con un allenamento costante e vario, si possono preservare mobilità, forza ed equilibrio. L’importante è iniziare subito e rendere il movimento un’abitudine.
Perché, come diceva Ippocrate, il movimento può sostituire qualsiasi medicina, ma nessuna medicina può sostituire il movimento… a patto che questo venga programmato e supervisionato da un Chinesiologo specializzato!
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Un caro saluto,
Dott. Marco Caponera
Chinesiologo e Personal Trainer
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Ps: Le attività suggerite non si intendono sostitutive del parere medico e delle terapie specifiche prescritte dagli specialisti, con cui il professionista del movimento si interfaccia costantemente e vanno svolte dietro supervisione medica e chinesiologica.
Fonti scientifiche:
– Frazzitta, G., et al. (2021), “Intensive Rehabilitation Treatment in Early Parkinson’s Disease: A Randomized Pilot Study With a 2-Year Follow-up”, Frontiers in Neurology, 12, 633412.
– Schenkman, M., et al. (2018), “Exercise for People With Parkinson Disease: A Systematic Review and Meta-Analysis”, Physical Therapy, 98(1), 44-59.
